ITALIA '90 - CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO

ITALIA '90 - CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO

ROMA luglio 1990 - Premio speciale C.O.N.I. - Alcune buste che hanno partecipato alla mostra internazionale "CALCIOFIL '90" 

LA FILATELIA NEL RISORGIMENTO

LA FILATELIA NEL RISORGIMENTO

Le  "buste primo giorno d'emissione"  per  il 150°  dell'Unità d'Italia  riproducono  le  bandiere  giacobine,  napoleoniche  e  dei  moti  insurrezionali  con  il  francobollo  e  annullo  emesso  il  17  marzo  2011  a  Torino,  prima  capitale  d'Italia.

La collezione è stata esposta dal 22 giugno al 6 luglio 2011 in appendice alla mostra dedicata al centenario del Palazzo delle Poste di Bologna. Le buste filateliche riproducono le bandiere in mostra fino al 7 gennaio 2012 a Reggio Emilia.

Si  ringraziano:  il  prof.  Alberto  Melloni,  curatore  della  mostra  LE  STRADE  DELLA  BANDIERA;  il  Comune  di  Reggio  Emilia  promotore  della  mostra  suddetta  insieme  all'Unità  tecnica  di  Missione  per  le  Celebrazioni  del  150°  Anniversario  dell'Unità  nazionale;  l'Istituto  di  Enciclopedia  Italiana  e  l'Università  degli  Studi  di  Modena  e  Reggio  Emilia.

Le bandiere nell'Italia d'età giacobina e napoleonica

Le bandiere nell'Italia d'età giacobina e napoleonica

10 Aprile 1796 - Napoleone entra in Italia e occupa velocemete i Ducati di Milano e Mantova, i territori del Ducato di Modena e Reggio e quelli di Bologna e Ferrara che facevano parte dello Stato della Chiesa

Reggio Emilia, 7 gennio 1797 - Il 2.o Congresso della Repubblica Cispadana attribuisce il valore politico alla bandiera tricolore, nel simbolo della faretra che sovrasta i segni della vittoria, le quattro frecce che rappresentano le 4 province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia

1797 - 1799 - Il berretto frigio compare nel tricolore; ha una tradizione radicata in tempi remoti: dall'Asia Minore all'arte greca; dall’Antica Roma, il copricapo veniva donato dal padrone agli schiavi liberati; nella rivoluzione francesce assunse il suo valore simbolico di libertà

1800-1802 Napoleone è proclamato Primo Console, il I° Battaglione della Divisione Italica usa un tricolore con il berretto frigio e l'archipendolo; il Ducato di Parma è annesso alla Francia dopo la rinuncia dei Borbone ai quali Napoleone concede in cambio il Regno d'Etruria

26 gennaio 1802 - Napoleone viene proclamato primo Presidente della Repubblica Italiana dai Deputati della Repubblica Cisalpina.

I Granatieri a cavallo della Guardia Presidenziale usano uno stemma con i simboli della Giustizia

Napoli, 1° agosto 1808 - Il Generale Gioacchino Murat è incoronato da Napoleone Re di Napoli. Il 2 maggio 1815 Murat è sconfitto dagli austriaci nella battaglia di Tolentino e i Borbone riprenderanno il trono di Napoli; Murat verrà fucilato a Pizzo Calabro il 15 ottobre 1815

1820-1831 - I colori della bandiera carbonara erano l'azzurro, il nero e il rosso; gli iscritti aspiravano alla libertà politica e a un governo costituzionale; in gran parte intellettuali e studenti, minoranze appartenevano alla borghesia e alle classi sociali più elevate

I vessilli dei moti e delle insurrezioni

I vessilli dei moti e delle insurrezioni

La goccia che fece traboccare il vaso fu l'ennesima tassa sui sigari. Le Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848) videro la popolazione ribellarsi all'oppressione degli austriaci e si rifiutò di acquistare persino i sigari sui quali l'Imperatore aveva posto un ulteriore balzello.  

Lo Statuto del Regno, noto come Statuto albertino dal nome del Re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia-Carignano, fu adottato dal Regno sardo-piemontese il 4 marzo 1848. Viene definito come «Legge fondamentale perpetua ed irrevocabile della Monarchia» sabauda

La roccaforte di Osoppo durante il Risorgimento, nel 1848, aveva opposto una strenua resistenza all'occupazione austro-ungarica. Il capitano Leonardo Andervoli vicecomandante del forte resistette con "350 itali" per quasi 7 mesi all'assedio degli Imperiali.

Marsiglia, 26 Giugno 1831 - Giuseppe Mazzini fonda la "Giovine Italia", una associazione politica insurrezionale dotata di un periodico con lo stesso nome. L'obiettivo era quello di trasformare l'Italia in una repubblica democratica unitaria, secondo i principi di libertà, indipendenza e unità

Le bandiere degli Stati preunitari

Le bandiere degli Stati preunitari

Il Ducato di Milano (1395-1797) fu un antico Stato che comprendeva, al momento della sua costituzione, gran parte dell'attuale Lombardia e porzioni delle regioni Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, oltre al Canton Ticino e alla Mesolcina oggi in Svizzera.

Il Granducato di Toscana, nel corso del XIX secolo, fu rappresentato da propri ambasciatori all'estero presso le corti dell'Impero austriaco, del Regno delle Due Sicilie, della Francia, del Belgio, della Gran Bretagna, del Regno di Sardegna e dello Stato Pontificio; in Spagna e nell'Impero ottomano era, invece, rappresentato da diplomatici austriaci.

Lo Stato Pontificio, detto anche Stato della Chiesa o Stato Ecclesiastico, è il nome dell'entità statuale costituita dall'insieme dei territori su cui la Santa Sede esercitò il proprio potere temporale dal 752 al 1870.

Serenissima Repubblica di Venezia (in lingua veneta Serenisima Republica de Venesia) è il nome di un ex stato indipendente la cui capitale era la città di Venezia. Nota anche con il semplice appellativo di Serenissima o con i nomi di Repubblica di San Marco e Repubblica veneta, includeva gran parte dell'attuale Italia nord-orientale, nonché gran parte delle coste orientali e delle isole del Mare Adriatico al momento della sua caduta.

I tricolori dell'unità e del Regno d'Italia

I tricolori dell'unità e del Regno d'Italia

Nell’aprile del 1859 l’esercito austriaco passò il Ticino e attaccò il Regno di Sardegna. Napoleone III, sbarcato il 12 maggio a Genova, unì le sue truppe a quelle di Vittorio Emanuele II. I due sovrani avrebbero marciato fianco a fianco, mentre la guida dell’esercito asburgico, nella seconda fase delle operazioni, sarebbe stata assunta dal giovane imperatore Francesco Giuseppe. Le battaglie che si susseguirono nel corso di questa guerra furono molte e sanguinose (Montebello, Palestro, Magenta,tra le altre); a combatterle ci furono anche reparti di volontari, come i Cacciatori delle Alpi comandati da Garibaldi (San Fermo della Battaglia e liberazione di Como). Il destino della campagna fu deciso, nel giugno del 1859, nelle battaglie di Solferino e San Martino. I caduti su entrambi i fronti furono decine di migliaia (in totale circa 40.000), ma la vittoria favorì i franco-piemontesi. Milano era già stata liberata. Ora si poteva puntare direttamente su Venezia.

1861, nasce l'ITALIA - Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861". Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei Deputati, nella quale è stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861. In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia.

La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, così definita dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947. Il 7 gennaio di ogni anno la bandiera italiana è protagonista della giornata nazionale della bandiera, istituita dalla legge nº 671 del 31 dicembre 1996.

La prima bandiera della marina italiana per il bompresso, di disegno differente da quello dell'insegna da guerra (il tricolore con scudo coronato), fu adottata con regio decreto il 22 aprile 1879. Era un drappo quadrato che riproduceva lo scudo della bandiera nazionale. Recenti ricerche di P.P. Lugli hanno portato all'esatta definizione delle proporzioni originarie del modello ufficiale. ll drappo quadrato risulta idealmente diviso in un reticolo 25 moduli quadrati uguali che delineano gli elementi della bandiera, così che la largezza del bordo e della croce risulta pari a 1/5 del lato. Nella "Raccolta delle bandiere", del 1900, che illustra le insegne disciplinate dal regolamento approvato l'11 giugno 1893, le proporzioni del drappo diventano 5/6 mentre lo spessore del bordo azzurro e della croce è pari a 1/8 dell'altezza. In seguito, la bandiera di bompresso rimarrà immutata fino al 1946.

Vittorio Emanuele II - ultimo Re di Sardegna, primo Re d'Italia

Vittorio Emanuele II - ultimo Re di Sardegna, primo Re d'Italia

VITTORIO EMANUELE II DI SAVOIA (Torino 1820 - Roma 1878). Re di Sardegna (1849-1861) e re d'Italia (1861-1878). Figlio e successore di Carlo Alberto, salito al trono per l'abdicazione del padre dopo la sconfitta nella battaglia di Novara, mantenne lo Statuto e sciolse la Camera che rifiutava di approvare la pace di Milano, riuscendo, con pressioni sull'elettorato (proclama di Moncalieri), a far eleggere un parlamento a maggioranza moderata. Dopo il ministero d'Azeglio (1849-1852), durante il quale furono approvate le antiecclesiastiche leggi Siccardi, chiamò al governo Cavour, iniziando una lunga collaborazione tra reciproche diffidenze e aspri contrasti. Fautore dell'intervento in Crimea (1855), aderì alla politica cavouriana tesa alla guerra contro l'Austria con l'appoggio di Napoleone III (1859), ottenendo dall'armistizio di Villafranca la Lombardia. Più indipendente fu la sua condotta durante la spedizione dei Mille, segretamente appoggiata contro il parere di Cavour. Cedute Nizza e la Savoia alla Francia e annesse le regioni centrali e meridionali della penisola, fu proclamato re d'Italia (1861), inaugurando dopo la morte di Cavour una politica personale. Ottenuto il Veneto dalla guerra del 1866, approfittò del conflitto franco-prussiano per strappare Roma al papa (1870), portando a compimento l'unità d'Italia.